domenica 21 ottobre 2012

Un omaggio a Paul Mattick, AAVV




A cura dell’Archivio Paul Matttick, 
per le Edizioni Connessioni
pagine, 228

Un omaggio a Paul Mattick
Contributi  per una critica marxiana radicale
Dalla critica alle teorie delle crisi ad una nuova organizzazione economica e sociale

indice


Presentazione

Affari rischiosi, Paul Mattick junior

Il Romanzo delle nostre origini, Antonio Pagliarone

I limiti dell’economia mista e l’accumulazione di Capitale ai nostri giorni,  Paolo Giussani

Lo Schema numerico del «Crollo»» del Capitalismo di Heinrik Grossmann, Paolo Giussani

Il luxemburghismo: falsa soluzione per un falso problema, GLAT

La Pertinenza ancora attuale della Critica di Mattick a Marcuse, Rakesh Bhandhari

Alcune note su capitale e lavoro, Giuseppe Sottile

Rivoluzionare la rivoluzione, Connessioni

L’Edizione di Engels del Terzo Volume del Capitale ed il Manoscritto Originale di Marx, Michael Heinrich

Le Contraddizioni della Competizione Capitalistica: Una Alternativa all’Ipotesi Regolazionista e dell’Egemonia, John Weeks

Il Contenuto Economico del Socialismo: Marx Contro Lenin, Paresh Chattopadhyay

Cosa Non fare: Lenin, il Marxismo e il Proletariato, Robert Mayer

L’elite di partito, i manager dell’industria, gli specialisti e gli operai, 1922-23, Simon Pirani

Il marxismo di Paul Mattick, Pierre Soury

Il Marxismo occidentale e l’Unione Sovietica 1917-2006, Marcel van der Linden

Lenin era un marxista? Le radici populiste del marxismo-leninismo, Simon Clarke

Il Rinnegato Kautzky ed il suo discepolo Lenin, Jean Barrot

La Rivoluzione non è affare di partito, Otto Ruhle

Fondamenti economici del comunismo, Henk Canne Meijer

Convergenze Parallele I rapporti tra la Sinistra italiana e la Sinistra tedesco-olandese, Dino Erba

L’insurrezione operaia nella Germania dell’Est – giugno 1953, Cajo Brendel

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Presentazione


Un’interpretazione ideologica generalizzante della storia che non riconosca i fattori decisivi operanti al suo interno, cioè lo sviluppo delle forze produttive, e che sia costretta a fare ricorso ad elementi come “la natura umana”, non meno mutevoli degli ordinamenti sociali stessi, non offre nessuno strumento pratico e teorico alla classe lavoratrice con cui questa possa risolvere i suoi problemi vitali.
Paul Mattick “Dittatura degli intellettuali?” 1936
(Ribelli e Rinnegati Musolini Editore 1976)

Il testo consiste in una raccolta di scritti di varia natura che spaziano dalla critica alle teorie delle crisi ad una eventuale economia di produttori associati attraverso la critica del modello sovietico
Questa pubblicazione non intende stabilire un “dialogato coi morti” come ultima risorsa di una sinistra ormai orfana di iniziativa. Non sappiamo se per pigrizia o per oggettiva impotenza, ma coloro che intendono ancora pensare di cambiare questo stato di cose credono di poterlo fare solo leggendo qualche “marxista” del passato per poi inserirlo nelle solite correnti di un movimento operaio esistente solo nella immaginazione del radicalismo o nelle descrizioni romantiche di qualche nostalgico. Mattick, nonostante i limiti che presenterebbe attualmente, ci può aiutare a ripartire dall’analisi marxiana, cioè scientifica, dei fenomeni che caratterizzano il capitalismo contemporaneo anche perché oggi è possibile attingere a numerose informazioni e dati empirici che spesso vengono disattesi da chi pretende di insegnare qualcosa propagandando ideologie prese a prestito da giornali e settimanali di modesta fattura. I fenomeni economici  e sociali vanno costatati scrupolosamente alla maniera delle scienze naturali, come invitava a fare Marx nella Introduzione a “Per la critica dell’economia politica”.

Va letta in questo senso la scelta di pubblicare testi che direttamente o indirettamente si legano al pensiero e alla vita di Mattick. In questi ultimi anni c’è è stata una piccola ma significativa opera di divulgazione dei suoi testi, ci riferiamo al volume curato da Antonio Pagliarone: Paul Mattick, Il marxismo ultimo rifugio della borghesia, scritti scelti, Sedizioni, 2008, e l’apertura dell’archivio telematico sugli scritti tradotti in italiano: paulmattickarchivio.blogspot.it/.

Affari rischiosi è un testo scritto da Paul Mattick junior in occasione del crash economico del 2008 nel quale l’autore cerca di chiarire le dinamiche di una crisi economica di lungo periodo culminata con il fallimento delle maggiori banche di investimento ed il crollo della finanza americana.
Ne Il Romanzo delle nostre origini Antonio Pagliarone intende sfatare il mito degli anni 60/70 come fase rivoluzionaria nella quale la classe operaia lottava contro il capitale manifestando un antagonismo frontale nei confronti del modo di produzione capitalistico. Questo mito è stato particolarmente sentito nel nostro paese e perdurano molte leggende sulle dinamiche di quegli anni. In realtà la fase successiva agli anni 60 è stata caratterizzata da una crescita economica che ha determinato una spinta verso l’integrazione dei lavoratori attraverso le loro rappresentanze. Integrazione che ha iniziato ad essere messa in discussione con il declino economico successivo
Ne I limiti dell’economia mista e l’accumulazione di Capitale ai nostri giorni  Paolo Giussani, forse il maggior interprete delle tesi di Mattick in Italia negli anni 80, mette a disposizione un contributo analitico delle tesi espresse da Mattick nel suo libro più famoso “Marx e Keynes” nel quale viene decisamente sfatato il mito del keynesismo, ideologia dilagante negli anni 70. Giussani con questo articolo intende poi dimostrare l’importanza della dinamica speculativa nel capitalismo di fine millennio contribuendo a completare la critica mattickiana all’illusione keynesiana. Mentre nel contributo Lo Schema numerico del «Crollo»» del Capitalismo di Heinrik Grossmann lo stesso autore riprende il modello di riproduzione di Grossmann e ne fa una critica utilizzando un modello empirico che parte dalle premesse dello stesso Grossmann sulla dinamica del saggio del profitto
Il luxemburghismo: falsa soluzione per un falso problema è un testo del 1975, prodotto dal GLAT (Groupe de Liaison pour l’Action des Travailleurs) e pubblicato sul loro bollettino Lutte de Classe, nel quale viene messo in discussione l’utilizzo schematico delle tesi della Luxemburg. Il GLAT intende criticare lo schema della Luxemburg accettato spesso acriticamente dall’ultra-sinistra francese.
Di seguito il contributo di Rakesh Bhandhari La Pertinenza ancora attuale della Critica di Mattick a Marcuse tradotto opportunamente per questa raccolta. Abbiamo poi inserito alcuni testi di vari autori che possono risultare utili per un approfondimento dell’ approccio marxiano alle varie tesi esposte qua e la dagli interventi di Mattick. Alcune note su capitale e lavoro Giuseppe Sottile, prendendo spunto da un testo di Moshe Postone, sviluppa una analisi sulle dinamiche insite nel modo di produzione capitalistico che portano inevitabilmente alla sua caduta ma sviluppando il possibile intervento dei lavoratori, una volta esaurita definitivamente la loro de-integrazione, perché si realizzino un modo di produzione e riproduzione superiori. Il testo Rivoluzionare la rivoluzione della redazione di Connessioni, sviluppa partendo da alcuni presupposti di Mattick, il problema dell’autoattività dei proletari nella lotta di classe e il contenuto della rottura in senso radicale.
Quindi si è voluto fare omaggio alla recente impresa del gruppo di lavoro del MEGA pubblicando, con la traduzione ad opera di Francesco Aloe, L’Edizione di Engels del Terzo Volume del Capitale ed il Manoscritto Originale di Marx di Michael Heinrich  nel quale l’autore dimostra che gli interventi di Engels sul manoscritto originario del III Libro dell’opera di Marx hanno contribuito a fornire una visione dogmatica ed erronea delle tesi relative alle cause della crisi del sistema capitalistico. Infine ne Le Contraddizioni della Competizione Capitalistica: Una Alternativa all’Ipotesi Regolazionista e dell’Egemonia, tradotto per questa raccolta,  John Weeks opera una critica pertinente al modello di analisi regolazionista penetrato nell’analisi marxiana a partire dagli anni 60 del secolo scorso, modello che le minoranze rivoluzionarie anche attuali hanno talmente interiorato che il capitale viene tutt’ora interpretato come un organismo in grado di intervenire e modificare le dinamiche economiche a suo favore, approccio questo estremamente distante dal modello di analisi marxiana che considera il capitalismo come un modo di produzione.

Ne Il Contenuto Economico del Socialismo: Marx Contro Lenin, tradotto in italiano per la raccolta, Paresh Chattopadhyay pone in contrasto la visione del comunismo di Marx con quella di Lenin dimostrando che nelle tesi del rivoluzionario russo era insita l’ipotesi del socialismo come capitalismo di stato utilizzando con estrema puntualità i testi dell’uno e dell’altro messi a confronto, mentre Robert Mayer in Cosa Non fare: Lenin, il Marxismo e il Proletariato, tradotto da Giuseppe Sottile, critica l’ipotesi leninista della coscienza di classe portata dall’esterno totalmente inesistente nelle riflessioni di Marx sull’argomento. L’elite di partito, i manager dell’industria, gli specialisti e gli operai, 1922-23 di Simon Pirani rappresenta un intervento sulle dinamiche e le stratificazioni sociali ed economiche nella Russia di Lenin mettendo in discussione molti luoghi comuni che la pubblicistica dei partiti tradizionali anche di estrema sinistra hanno contribuito a divulgare"

Il marxismo di Paul Mattick di Pierre Soury costituisce un intervento del vecchio redattore della rivista Socialisme ou Barbarie nel quale vengono evidenziati i contributi forniti dal comunista consiliare alla critica delle teorie economiche più diffuse dai maggiori intellettuali del secolo scorso.
Ne Il Marxismo occidentale e l’Unione Sovietica 1917-2006 Marcel van der Linden propone un intervento critico  riassuntivo sulle diverse posizioni assunte dal marxismo radicale sulla natura e la società sovietica dando un ottimo contributo per rilanciare opinioni contro corrente sul mito ormai quasi spento della Rivoluzione d’Ottobre.
Simon Clarke nel suo Lenin era un marxista? Le radici populiste del marxismo-leninismo, tradotto da Paolo Chiocchetti, mette in risalto le influenze che il populismo ha esercitato sul marxismo russo sin dagli inizi e l’inevitabile carattere tipicamente slavo del marxismo di Lenin.
Ne “Il Rinnegato Kautzky ed il suo discepolo Lenin”, un vecchio testo degli anni 70 tradotto da Giuseppe Sottile, Jean Barrot  evidenzia come le teorie leniniste erano strettamente connesse con le tesi di Kautzky sul ruolo del partito nella trasformazione della società. L’unica differenza era nei mezzi per raggiungere il potere socialista.
Il testo di Otto Ruhle “La Rivoluzione non è affare di partito”, molto caro a Paul Mattick, segue un intervento classico di Henk Canne Meijer, uno dei principali animatori dei gruppi consiliari olandesi, sui Fondamenti economici del comunismo, che illustra uno dei principali contributi della corrente consiliare rispetto alla produzione e distribuzione comunista.
Infine Dino Erba nel suo Convergenze Parallele I rapporti tra la Sinistra italiana e la Sinistra tedesco-olandese intende trovare qualche elemento di comunanza tra le due tendenze della sinistra comunista e con L’insurrezione operaia nella Germania dell’Est – giugno 1953. La lotta di classe contro il bolscevismo di Cajo Brendel, tradotto da Dino Erba, si vuole fare un omaggio all’ultimo comunista di sinistra olandese, recentemente scomparso, animatore fino a pochi anni fa della rivista consiliare olandese Daad en Gedachte.

Il presente volume non sarebbe potuto uscire senza il lavoro redazionale di Antonio Pagliarone. Ringraziamo infine i diversi autori e traduttori che hanno reso possibile la pubblicazione di questo libro.

Compagni e compagne dell’Archivio Paul Mattick

paulmattickarchivio@yahoo.it 

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per leggere e scaricare il libro:
 un-omaggio-paul-mattick

1 commento:

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