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giovedì 26 luglio 2012

tempi bizarri e pericolosi


Tempi bizzarri e pericolosi

Mentre la catastrofe si avvicina, pdroni e politicanti ci preparano un avvenire di lacrime e sangue. n nome della democrazia.

Tempi bizzarri. Sembra di assistere alle scene di un medesimo film, ma sempre più veloci, con le borse in caduta libera. La Spagna è a rischio Grecia. L’Italia è a rischio Spagna. Francia e Germania non godono di buona salute … Tutto ciò sta rendendo evidente che l’Euro zona potrebbe andare a fondo. Quella che un anno fa era una remota ipotesi (do you remember …), diventa oggi una temuta realtà, che trascinerebbe con sé l’intero sistema capitalistico.
Mentre la catastrofe si avvicina, i politicanti del Bel Paese parlano di elezioni e di riforma elettorale, come se il problema fosse questo. Ma forse lo è, almeno dal loro punto di vista, che bizzarro non è. Così facendo, si parano il culo, legittimando il loro ruolo canagliesco, che presto sarà chiaro anche ai ciechi, quando dovranno varare “riforme” affamatrici e sanguinarie, condite con forti strette repressive.

domenica 24 giugno 2012

L'autonomia operaia colpisce in India

L'autonomia operaia colpisce in India, 
opuscolo prodotto da: Mouvement communiste e Kolektive proti kapitalu
per leggere il documento:India 


mercoledì 13 giugno 2012

ARAB WOBBLIES 2012 (lombardia)


riceviamo e diffondiamo questa interessante cronaca diretta della lotta che si è sviluppata a Basiano (Milano) 
pert maggiori info: sicobas.org/

ARAB WOBBLIES 2012

Basiano è un piccolo comune disperso nelle lande brianzole, non molto distante dal fiume Adda, che segna il confine tra la provincia di Milano ( ora Monza- Brianza ) e quella di Bergamo. In un tempo molto lontano, queste zone stavano a cavallo tra la repubblica veneta e la signoria milanese.
Oggi è tutto molto diverso. Chilometri e chilometri di gettate di cemento, che hanno tagliato a fette le larghe aree di una non remota civiltà contadina, fanno da sponda a paesini a loro volta cementificati con villette di ogni tipo e dimensione, alternandosi con cascinali ristrutturati e con caseggiati degli anni '60 -'70, quando la forte urbanizzazione sudista mischiò dialetti, culture, costumi, abitudini. Tempi passati. Oggi quasi tutta quella generazione, ampiamente integrata nel “freddo” nord, assieme agli “autoctoni” ivi rimasti, e ivi “arricchitisi”, vede con malcelato disprezzo queste figure di “nuova immigrazione”, sopratutto araba, che si aggira in queste lande.

venerdì 23 marzo 2012

votare con i piedi

Votare con i piedi, lavoratori della cosa ovest, sindacalismo militante e il movimento Occupy contro "Wallstreet on Waterfront", 2012, opuscolo di Senza Censura
per scaricare il documento:west_coast

venerdì 17 febbraio 2012

Testimonianze dalla Grecia in rivolta


Traduciamo questo breve ma esaustiva cronaca della giornata di rivolta che ha attraversato la grecia, riportata dai compagni di Controverses www.leftcommunism.org/
altri materiali si possono trovare sul sito dndf.org/
Connessioni

Grecia la borghesia dichiara guerra al proletariato

Di fronte alla disinformazione dei media su ciò che realmente avviene in Grecia, pubblichiamo qui di seguito una testimonianza sulla manifestazione di Atene.
Il contenuto dei combattimenti in corso in Grecia deve essere valutato nel suo valore vero, ma anche visto nel suo possibile sviluppo in una serie di paesi del Sud Europa e poi nel suo cuore. Rendiamo omaggio al coraggio dei manifestanti che rompono con la possività, rispondendo alla violenza del sistema e tentando di sviluppare nuove forme di solidarietà per combattere la povertà diffusa imposta.
Controverses

Testimonianza pubblicata da Sergio Incinillas Perroloko, 13/02/2012 Atene:

lunedì 13 febbraio 2012

Sull’uso bastardo della Grecia


Sull’uso bastardo della Grecia
ante

13 febbraio 2012

Non ce la faccio a stare zitto, a contemplare lo sfacelo che ha devastato i lavoratori greci senza reagire violentemente contro i lavoratori di tutta europa, questa mostruosità che ha fatto emergere nazionalismi da poveri cristi, impotenza generata dalla paura e vigliaccheria alimentata da un democraticismo e da un “rispetto delle regole” alimentato da una vecchia sinistra che ormai non esiste nemmeno più. Gli scontri violenti di Atene purtroppo non hanno avviato una reazione decisiva dei lavoratori che ormai dovranno subire la macelleria del governo Papademos totalmente asservito alla Bundersbank ed agli speculatori di mezzo mondo. I giovani violenti dovranno sottostare al diktat del resto dei lavoratori europei che tireranno un sospiro illudendosi di “non fare la fine della Grecia” Bastardi. I lavoratori tedeschi che hanno accettato supinamente la “riforme” sulle pensioni e sul mercato del lavoro con la promessa di azzerare la disoccupazione che si è invece attestata al 15%, mentre dal 2001 con l’introduzione della riforma Hartz sono aumentati vertiginosamente i lavoratori sottopagati e dequalificati secondo modalità paragonabili a quelle della Cina (vedi il Rapporto redatto da  Thorsten Kalina e Claudia Weinkopf dell’ Institut Arbeit und Qualifikation) e che attualmente ammontano al 20% della forza lavoro. Qualcuno dovrebbe ricordare, come ha fatto Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph, al “proletariato” teutonico che “L’ultima volta che Germania necessitò di un salvataggio da parte dei creditori mondiali, riuscì ad assicurarsi condizioni migliori di quelle che hanno devastato la Grecia nella scorsa settimana

giovedì 9 febbraio 2012

Mosca: Di fronte al regime di Putin e ai neo-fascisti


Per maggiori info rimandiamo al sito dei compagni comunisti libertari russi: http://avtonom.org/
Nelle prossime settimane inizieremo a pubblicare alcuni materiali della sinistra radicale russa.

Mosca: Di fronte al regime di Putin e ai neo-fascisti

Il 4 febbraio, ancora una volta, la popolazione di Mosca si è mobilitata contro il regime di Putin. Secondo le fonti, si parla tra i 36.000 e 120.000 manifestanti hanno dimostrato per le strade della capitale della Russia.

lunedì 6 febbraio 2012

occupato un ospedale in grecia


L'ospedale della cittadina di Kilkis in Grecia è stato occupato dai lavoratori che hanno organizzato una conferenza pubblichiamo il loro appello. Al di là dei limiti, riteniamo che sia un passaggio importante, che esprime un salto di qualità nelle mobilitazioni in Grecia, dove i lavoratori iniziano a capire la loro effettiva forza. Inoltre proprio per il settore sanitario coinvolto, e il suo ruolo nella società nel suo complesso e la sua dimensione corporativa rappresenta un importantissima dimostrazione di come si può oggi generalizzare la lotta.

Redazione Connessioni

I lavoratori dell’ospedale di Kilkis: medici, infermieri e il resto del personale che ha partecipato alla Assemblea Generale ha concluso che:

PROLETARIATO E ORGANIZZAZIONE


PROLETARIATO E ORGANIZZAZIONE
di  Valerio Bertello, gennaio 2012

Un discorso sull’organizzazione deve iniziare da un dato di fatto: il movimento rivoluzionario sta attraversando una fase di ricostruzione, fase che segue la chiusura di un ciclo, quello delle lotte degli anni 70, che si è concluso, come è necessario, quando le forze in campo hanno raggiunto i propri limiti storici. Ciò non significa che il ciclo sia terminato con una sconfitta. E’ vero piuttosto che tali lotte hanno mutato i rapporti tra proletariato e borghesia, creando così un nuovo contesto con il quale le classi dovranno misurarsi. Quale sia il contesto è un discorso che va oltre i limiti della presente nota. Qui si vuole solo rimarcare che se si vuole affrontare la nuova fase senza un inutile fardello di falsi problemi è necessario liberarsi della sindrome della sconfitta.

lunedì 30 gennaio 2012

Globalizzazione del capitale, globalizzazione delle lotte




Da Insurgent Notes, n.5 2012
http://insurgentnotes.com

Rise like lions after slumber… Ye are many, They are few.
 Shelley, The Mask of Anarchy

È stato un tempo lungo a venire. Governi che collassano in Tunisia, Egitto, Libia e, forse, presto in Yemen e Syria; ripetute sollevazioni contro l'austerità in Grecia, rivolte in Gran Bretagna, 100.000 “incidenti” all'anno in Cina, una mobilitazione mese dopo mese in Cile: infine, l'onda globale di lotta del 2011 ha raggiunto gli USA con Occupy Wall Street (OWS) e le susseguenti occupazioni in forse 1'000 città e cittadine americane. Per gli USA, così come per molti dei paesi nel Medio Oriente, decenni di glaciazione della lotta sciolti in poche settimane, il 2011 potrebbe non avere raggiunto l'estensione globale del 1968, ma negli USA almeno, qualche modo, ha sorpassato il '68 nei mesi di confronto sostenuto in così tanti posti allo stesso momento. Come dicemmo la scorsa primavera riguardo l'importante precursore di Madison dell'Autunno del movimento di Occupy, la vecchia talpa ha ben scavato. Qualsiasi altra cosa possa accadere da ora, un nuovo periodo storico si è aperto e i decenni nei quali le crisi nere post 1970 nacquero nel silenzio o le sporadiche sollevazioni furono sconfitte nell'isolamento sono finiti.

martedì 17 gennaio 2012

UN DANNO A UNO È UN DANNO A TUTTI

TUTTI GLI OCCHI PUNTATI SU LONGVIEW: UN DANNO A UNO È UN DANNO A TUTTI

Stiamo scrivendo per informarvi su un scontro di classe molto grave che va sviluppandosi sulla costa nord-occidentale degli Stati Uniti, a Longview (stato di Washington).
In questa piccola città, un'azienda internazionale di cereali, la EGT, posseduta congiuntamente dalle tre aziende (la statunitense Bunge Nord America, la Itochu con base in Giappone e la STX Pan Ocean con base in Corea), ha speso 200 milioni di dollari nella costruzione di un nuovo terminale per il carico e scarico dei cereali a regola d’arte.
Mentre la costruzione era ancora in corso, la EGT ha reso noto che intendeva continuare a impiegare i 225 membri della Local 21 della ILWU a Longview, in armonia con la sindacaliz-zazione dei porti della West Coast Americana, compatta dal 1930 da parte della ILWU (International Longshore Union).

giovedì 5 gennaio 2012

Occupy Oakland: il blocco del porto e oltre

Occupy Oakland: il blocco del porto e oltre
di Jack Gerson
Questo articolo apparirà sul numero 5 di Insurgent Notes
http://insurgentnotes.com/2012/01/occupy-oakland-the-port-shutdown-and-beyond/
traduzione a cura di PonSinMor
per leggere l'articolo: ilblocco

domenica 27 novembre 2011

Il prossimo passo per Occupy Wall Street

da Insurgent Notes, 17 novembre
http://insurgentnotes.com/

Il prossimo passo per Occupy Wall Street: occupare gli edifici, occupare i luoghi di lavoro

Oggi, dopo due mesi di occupazioni e attacchi alle occupazioni a Portland, Oakland e ora Manhattan, Occupy Wall Street potrebbe essere sul punto di cominciare un nuovo processo- una massiccia convergenza di studenti in Union Square e una convergenza della working-class in Foley Square che provano a dare realtà ai crescenti appelli per uno sciopero generale. Questo nuovo processo dovrebbe includere l'estensione delle occupazioni dei palazzi per l'inverno incombente e, oltre a questo, dei posti di lavori, dove la working-class può provocare lo stop sistemico, come ulteriore passo verso la presa dell'amministrazione della società su base interamente nuova. Qualsiasi cosa accada oggi  (Novembre 17) e nella prossima settimana di azione, è tempo di testare la forza e i limiti dei movimenti di occupazione a New York e negli USA.

mercoledì 16 novembre 2011

I limiti del 99%

Il candore e il 99%
di Joel Olson, autunno 2011

Pubblichiamo questo articolo scritto da un attivista americano Joel Olson, del gruppo bring the ruckus (www.bringtheruckus.org), rete di attivisti impegnata nell’attuale sviluppo del movimento del 99%. L’articolo affronta il problema razziale all’interno del movimento in U.S.A. Malgrado l’approccio sia eccessivamente riduttivo della complessità sociale americana, coglie un aspetto importante: il meccanismo spesso limitante che la dimensione del 99% porta con sé, attraverso la negazione di una suddivisione sociale precisa, che contrappone interessi diversi. Dietro allo slogan del 99% si nasconde un’astrazione ideologica propria della politica di sinistra e delle sue organizzazioni. Questa astrazione diluisce gli interessi proletari dentro un generico tutto, che giustifica la politica, difendendo in buona sostanza quella porzione sociale legata al ceto medio che ha subito in questi anni un declassamento. La politica della sinistra si arroga il diritto di rappresentare una totalità astratta ed universale, annullando la realtà della lotta di classe e dei rapporti sociali capitalisti. E’ così che rinascono utopie neo-keynesiane o tecniciste. Si riproducono quindi gli stessi rapporti sociali che si dice di combattere, i movimenti sono gestiti dagli stessi che già gestiscono (o fino a poco tempo fa gestivano) questo mondo.

martedì 8 novembre 2011

Il partito di Wall Street incontra la sua nemesi

Testo di David Harvey

Il Partito di Wall Street ha governato incontrastato gli Stati Uniti sin troppo a lungo.  Ha totalmente (ovvero l’opposto di parzialmente) dominato le politiche dei Presidenti degli ultimi quattro decenni (se non di più), indipendentemente dal fatto che i singoli presidenti fossero suoi agenti volenterosi o meno.  Ha corrotto legalmente il Congresso attraverso la codarda dipendenza dei politici di entrambi i partiti dal suo crudo potere finanziario e dall’accesso ai media convenzionali che esso controlla.  Grazie alle nomine formulate e  approvate dai Presidenti e dal Congresso, il Partito di Wall Street domina gran parte dell’apparato statale e di quello giudiziario, in particolare la Corte Suprema, le cui sentenze di parte favoriscono sempre più venali interessi finanziari in sfere tanto diverse quanto la legge elettorale, quelle sul lavoro, l’ambiente e i contratti.