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mercoledì 6 marzo 2013

Vita e morte di Holger Meins



Letture di classe
Gerd Conradt, Starbuck. Il corpo come arma.
Vita e morte di Holger Meins,
Zambon, Francoforte, 2012. Fotolibro, pp. 184. € 20.

 


Starbuck è il nome del nostromo del Pequod, la nave del Moby Dick di Melville. Ma era anche il nome di battaglia di Holger Meins, lasciato morire di inedia il 9 novembre 1974, nel carcere di Wittlich, dove era detenuto per «terrorismo» dal giugno 1972. Holger Meins era un artista, si occupava di pittura, fotografia e cinema. Come mai finì, o meglio come mai fu gettato nel «terrorismo»?

Ci dà una risposta il libro in cui Gerd Conradt raccoglie numerose testimonianze di familiari, compagni e amici di Holger che ci offrono una panoramica intellettual-politica e artistica degli anni Sessanta e Settanta in Germania, ravvivata con le immagini proposte da Fabio Biasio, tra cui le copertine di «Ottocentottantatre», giornale di Agitazione e politica socialista.

venerdì 25 gennaio 2013

I Comitati di Difesa della Cnt a Barcellona (1933-1938)


Letture di classe
Agustín Guillamón
I Comitati di Difesa della Cnt a Barcellona (1933-1938)
Dai Quadri di difesa ai Comitati rivoluzionari di quartiere
le Pattuglie di Controllo e le Milizie Popolari,
Introduzione: Dino Erba, Spagna 36. 
Una rivoluzione impossibile? O l’impossibilità della rivoluzione?
Appendice: Gilles Dauvé, Quando muoiono le insurrezioni.
All’Insegna del Gatto Rosso, Milano, 2013. Pp. 226.
Contributo € 15 (comprese le spese di spedizione).
Richiedere a: dinoerba@libero.it/


La sinistra comunista radicale ha giudicato che la rivoluzione spagnola del 1936 fosse impossibile. I toni possono essere diversi, ma la sostanza è la medesima. Nel complesso, tutte le tendenze che si richiamano alla sinistra comunista hanno sentenziato che la rivoluzione spagnola fosse fuori dal tempo massimo concesso dall’ondata rivoluzionaria sorta con l’Ottobre russo del 1917. Di cui, nel 1936, i processi di Mosca sancivano la fine, anche sotto il profilo formale.
Questa valutazione nasce – oltre che dal senno di poi, di cui son piene le fosse – da una concezione politicante della storia, che prescinde dalla reale dinamica dei conflitti sociali, riducendo il tutto a giochi dicamarille. D’altro canto, l’accanimento che si scatenò contro i proletari e contro la rivoluzione spagnola dovrebbe far capire che qualche cosa bolliva in pentola, e quello che bolliva non piaceva certo alla borghesia, di destra e di sinistra.
Nei fatti, i proletari spagnoli affrontarono uno scontro di classe che, solo per evidenti fattori contingenti, presentava aspetti diversi da quelli che, storicamente, i proletari avevano già affrontato. E se furono sconfitti, non fu solo per colpa dello stalinismo e del «non» intervento delle Grandi Democrazie. La rivoluzione fallì per cause intrinseche, che non sono neppure da vedere in un eccesso di quell’«anarchica spontaneità», che da alcuni fu condannata e da altri fu osannata. Di fronte a questo capzioso dilemma – e alla luce dei fatti di Spagna –, c’è invece da domandarsi dove finisce la spontaneità e dove inizia l’organizzazione; e poi, dobbiamo anche chiederci: dove finisce l’organizzazione e inizia la burocrazia?
La rivoluzione non è certo una questione di organizzazione. Anche se richiede organizzazione. E gli anarchici spagnoli entrarono nel merito della questione, facendo mille errori ma tracciando un solco netto sulla via dell’organizzazione di classe, da cui una seria ricostruzione storica non può prescindere. Sono questi gli aspetti che il libro di Agustín Guillamón mette in luce, esaminando l’attività dei Comitati di Difesa della Cnt dal luglio 1936 al maggio 1937.
La sconfitta che il popolo di Barcellona inflisse all’esercito fascista il 19 luglio 1936 è uno dei miti più radicati della storia della Rivoluzione sociale spagnola. In realtà, la «spontaneità» della risposta operaia e popolare al golpe militare fu catalizzata e coordinata dai Comitati di Difesa della Cnt, che già da due anni li stava organizzando. I Comitati di Difesa furono i nuclei dell’esercito di miliziani che sostenne il Fronte d’Aragona; essi costituirono inoltre la base dei numerosi comitati rivoluzionari di quartiere, che avrebbero provveduto alla vita quotidiana di Barcellona (cibo, casa, sanità, istruzione…), fino alla restaurazione del potere borghese della Generalitad, imposto grazie alla connivenza dei comitati superiori della Cnt e della Fai. Neppure l’insurrezione «spontanea» del maggio 1937 per fermare la controrivoluzione, fomentata dallo stalinismo, può avere una spiegazione senza la presenza dei Comitati di Difesa nei quartieri di Barcellona.
Il libro di Guillamón analizza ed evidenzia l’esistenza di differenti modi di intendere (e di vivere) la Cnt e l’essenza stessa della Rivoluzione libertaria in seno al movimento anarcosindacalista di quell’epoca. Queste differenze, già presenti nel periodo repubblicano, durante la Guerra Civile produssero numerosi scontri fra i coerenti difensori della rivoluzione nell’ambito dei comitati di base e coloro che, invece, concepivano la Cnt-Fai come un partito in più nel campo dell’antifascismo, ripetendo la solita litania che «il momento era grave ed eccezionale». Una giustificazione che, recitata come un mantra, è divenuta un articolo di fede, facendo dimenticare che MAI l’antifascismo ha vinto il fascismo. Anzi, è SEMPRE avvenuto il contrario.
Pur nei drammatici frangenti della guerra e dei contrasti politici che l’inasprirono, Guillamón riesce a mostrare la forma e la sostanza che la società libertaria avrebbe potuto assumere in una Barcellona proletaria, solida e organizzata attraverso i comitati di quartiere, protetti dai Comitati di Difesa.

dino erba

domenica 20 gennaio 2013

letture di classe, Mario Acquaviva


LETTURE DI CLASSE
GIORGIO BONA, Sangue di tutti noi,
Scritturapura, Asti, 2012, pp. 164, € 15,00.
L’ASSASSINIO DI MARIO ACQUAVIVA
11 luglio 1945, a Casale Monferrato, un killer del PCI di Togliatti 
assassinò Mario Acquaviva, comunista internazionalista.

Tutti i partiti democratici del CLN stesero una pesante coltre di silenzio sull’episodio, rendendosi sodali di un sacrificio cruento che consacrava la Repubblica democratica nata dalla Resistenza.

sabato 24 novembre 2012

Le lotte dei lavoratori in Urss, A.Pagliarone



Connessioni Edizioni

Le lotte dei lavoratori in Urss
aspetti sconosciuti del movimento operaio

di Antonio Pagliarone

Indice:

-Introduzione
-I Rapporti di produzione capitalisti in URSS
-Crisi ripetute ovvero una politica economica fatta di illusioni
-Il sistema bancario in Unione Sovietica
-Il Complesso Militare Industriale dell’ex URSS
-Il Welfare State nel socialismo realizzato
-Forza lavoro coatta: la ribellione nei Gulag
-Le lotte sconosciute dell’operaio sovietico
-Una Mirabile Disgrazia
-Appendice: Lo sviluppo economico degli anni ottanta nell’Unione Sovietica



 

domenica 23 settembre 2012

il comunismo dei consigli, Marcel van der Linden

Il comunismo dei consigli
di Marcel van der Linden

per leggere l'articolo: comunismodeiconsigliM

lunedì 3 settembre 2012

Riccardo Salvador, Ricordi di un militante


Letture di classe

Riccardo Salvador, Ricordi di un militante
Mezzo secolo di fabbrica da Schio a Winterthur,
riposando nelle galere fasciste,
All’Insegna del Gatto Rosso, Milano, 2012.
Pagine 200. € 15, comprese le spese di spedizione.

Richiedere a: dinoerba@libero.it/

Ricordi di un militante fu pubblicato nel 1991 dal Partito comunista internazionale «di Schio», che è l’organizzazione animata a suo tempo da Riccardo Salvador. I Ricordi sono frutto di un’intervista curata da Renzo Priante, che era legato a Riccardo da rapporti prima di militanza comune poi di amicizia.

Il comunismo dei consigli, P.Bourrinet


Il comunismo dei consigli
Philippe Bourrinet, 2012

Il comunismo dei consigli, fu una teoria e una pratica adottata e diffusa da diverse correnti rivoluzionarie marxiste in rottura con la socialdemocrazia e il comunismo ufficiale sin dagli inizi del XX secolo.

venerdì 31 agosto 2012

Arrigo Cervetto: da Bakunin a Lenin passando per Bordiga


Letture di classe
Arrigo Cervetto: da Bakunin a Lenin passando per Bordiga
dall’etica alla scienza, saltando la lotta di classe

Guido La Barbera, Lotta Comunista. Il gruppo originario 1943-1952, Lotta Comunista, Milano, 2012, pp. 270, € 10,00.


Come dice il titolo, il libro descrive la formazione del gruppo che, a metà degli anni Sessanta, avrebbe dato vita a Lotta Comunista. Per essere più precisi, più che del gruppo, si parla dei passaggi teorico-politici percorsi da Arrigo Cervetto, per superare le originarie posizioni anarchiche e approdare al leninismo. Inoltre, con l’eccezione di Pier Carlo Masini, gli altri compagni del «gruppo originario», restano sullo sfondo, compreso Lorenzo Parodi, che in quel milieu anarco-comunista ebbe un ruolo non secondario.

giovedì 23 agosto 2012

Comunismo dei consigli, S.Wright


Il comunismo dei Consigli

Steve Wright, 1991

Alla richiesta di caratterizzare il significato della Rivoluzione d'Ottobre, John Maynard Keynes - sempre uno dei pensatori più astuti del capitale - una volta ha suggerito che il 1917 ha segnato la vittoria del 'Partito della Catastrofe'.

Per molti dei rivoluzionari che hanno contribuito a formare il movimento comunista internazionale, tuttavia, il semplice slogan 'Tutto il potere ai Soviet' era sembrato rappresentare una politica nuova di classe finalmente in grado di superare i disastri della guerra e del tradimento. Uno di loro, il poeta Hermann Gorter, saluto all'epoca Lenin come 'il combattente d'avanguardia più avanzato del proletariato internazionale', e gli stessi soviet nei seguenti termini:

"La classe operaia del mondo ha trovato in questi consigli operai la sua organizzazione e la sua centralizzazione, la sua forma e la sua espressione, per la rivoluzione e per la società socialista" (citato in Shipway 1987: 105).

Per la maggior parte delle persone di estrema sinistra, Gorter e il suo compagno Anton Pannekoek si ricordano come due dei sinistri attaccati da Lenin nell’ "Estremismo malattia infantile del comunismo”.

venerdì 10 agosto 2012

Lavoro, democrazia, autogestione, Dino Erba


Letture di classe

Lavoro, democrazia, autogestione

«La ‘libertà di coalizione’, conquistata dalle organizzazioni proletarie nel passato e goduta attualmente, mostra la tendenza a trasformarsi  in una formale ‘costrizione alla coalizione’».
Karl Korsch, Legislazione del lavoro per i consigli aziendali, ora in Scritti politici, a cura di Gian Enrico Rusconi, Laterza, Bari, 1975.



Nel corso del Novecento, la triade lavoro-democrazia-autogestione è stata variamente declinata. L’esito è stato funzionale al modo di produzione capitalistico. E non poteva avvenire diversamente. Tuttavia, il processo che ha accompagnato e ha prodotto tale esito è stato assai accidentato e contraddittorio, con momenti che, seppur per lo spazio di un mattino, hanno fatto balenare una differente prospettiva.
Cruciali furono gli anni 1943-1945, in cui il movimento proletario italiano presenta un’esperienza emblematica.
Abitualmente, le vicende del movimento operaio organizzato italiano di quegli anni sono ricondotte a fattori internazionali, ovvero alla contrapposizione Usa-Ursss. Certamente lo furono, ma fino a un certo punto. Sottotraccia, ma neppure tanto, agivano tendenze che traevano origine e sostanza nelle precedenti vicende del movimento operaio e contadino del nostro Paese; erano tendenze di natura socialista, anarchica e cattolica, che, successivamente, si erano scontrate – e in alcuni casi incontrate – con il fascismo. Il fascismo marchiò, nel bene e nel male, un ventennio della vita sociale e politica delle classi subalterne italiane, con tratti destinati a sopravvivergli e a connotare, il nuovo sindacalismo.

mercoledì 6 giugno 2012

L'esperienza dei comitati di fabbrica nella rivoluzione russa

L'esperienza dei comitati di fabbrica nella rivoluzione russa, di Rod Jones
traduzione a cura di Valerio Bertello
per leggere il saggio: russiasoviet.pdf

martedì 24 aprile 2012

domenica 4 marzo 2012

sulla sinistra italiana

Visto le diverse segnalazioni che si sono arrivate in merito ai materiali storici pubblicati, dove sono assenti le correnti libertarie, operaiste e quelle legate alla sinistra comunista italiana, la scelta non è legata al rifiuto per queste correnti ma più semplicemente riteniamo che siti e archivi ben più importanti del nostro stanno già facendo un ottimo lavoro d'archiviazione:

per la sinistra comunista italiana:
avantibarbari.it
sinistra.net

per il movimento libertario:
ita.anarchopedia.org 

lunedì 13 febbraio 2012

IWW storia e considerazioni critiche


IWW, Industrial Workers of the World storia e considerazioni critiche di Giuseppe Chiappetta
per scaricare il documento:iwwcon

venerdì 10 febbraio 2012

nella linea di faglia

Nella linea di faglia tra est e ovest, Venezia Giulia, Istria e Dalmazia, alla radice della violenza nazionalista
di Dino Erba, 2012
per scaricare il documento:nella_linea_di_faglia

sabato 7 gennaio 2012

La rivoluzione dal basso


Letture di Classe

Graziano Giusti, La rivoluzione dal basso. Dagli Iww ai Comunisti dei Consigli (1905-1923), Quaderni di Pagine Marxiste, Milano, 2011.
Pagine 200. € 15 – comprese le spese di spedizione.
Per richieste: paginemarxiste.it

Questo libro giunge come il cacio sui maccheroni in un momento in cui, anche in Italia, i primi segnali di lotta di classe accendono riflessioni sull’organizzazione proletaria. Ed è quanto mai utile parlare, oggi, degli Industrial Workers of the World (Iww) e della Sinistra comunista tedesca e olandese (detta «consiliarista»), in un Paese come il nostro, dove una pesante eredità «leninista» ha sempre posto in secondo piano, se non denigrato, queste esperienze di lotta che, invece, furono tra le più avanzate. Avvennero nei due Paesi – Usa e Germania –, in cui maggiore è stato, ed è tuttora, lo sviluppo del modo di produzione capitalistico. E in cui la classe operaia si è scontrata con il capitalismo nelle sue forme più alte, con ridottissimi margini di mediazione politico-sociale. Di conseguenza, era del tutto secondario il problema delle alleanze con i ceti medi – la piccola borghesia contadina e artigiana –. Problema che, invece, dovettero affrontare in Russia Lenin e il partito bolscevico, nel quadro di una rivoluzione democratica.
È quindi assai bizzarro che, ancor oggi, alcuni «vetero rivoluzionari» si richiamino a quell’esperienza politica e a quel modello organizzativo, quando, oggi, la situazione è del tutto mutata, e ci sono ben altri problemi, su cui sarebbe più opportuno riflettere.

venerdì 25 novembre 2011

il movimento dei consigli in germania

IL MOVIMENTO DEI CONSIGLI IN GERMANIA (1919-1936)
di H.C. Meijer

Il testo che segue non è l’opera di uno storico di Stato. Non ha quindi lo scopo di far ricordare dei fenomeni contingenti, di accumulare dei dettagli legati ad una situazione particolare, ma di mettere in evidenza alcuni grandi tratti storici particolarmente significativi. Si sforza ugualmente di mostrare come il fallimento del movimento dei consigli nella Germania degli anni ‘20 fu imputabile in primo luogo all’influenza che i concetti tradizionali continuavano ad esercitare sulla mentalità operaia e quanto sia grande la necessità di proporre delle idee nuove in stretto rapporto con l’epoca in cui viviamo. Infine, mettendo in evidenza la estrema difficoltà di questo compito – perfino per dei militanti decisi e dalle idee avanzate – sottolinea implicitamente che la ricerca degli elementi di novità nella lotta di classe e la propaganda per il mondo nuovo, sono uno dei rari mezzi di cui i partigiani della Rateidee (idea dei consigli) dispongono, per agire nei confronti di un movimento generale autonomo di classe, quando esso si manifesta.