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mercoledì 3 settembre 2014

Countdown n.1, studi sulla crisi

COUNTDOWN n.1
studi sulla crisi
2014

Il fatto che da molto tempo non esista più alcuna opposizione, tanto in pratica
quanto nella teoria, e che la gran parte dei cosiddetti intellettuali sia entrata definitivamente
nella benemerita categoria dei servi, è qualcosa di assolutamente
naturale. L’opposizione del passato, durante il grande boom postbellico e il periodo
critico degli anni ’70 e ’80, era semplicemente un aspetto della riproduzione
del capitale e della crescita produttiva, e nessuno dovrebbe piagnucolarci sopra
sospirando pateticamente il suo ritorno. Il nulla è un punto di partenza molto ricco
di prospettive e, soprattutto, infinitamente migliore di quello che esisteva prima,
finito giustamente in malora.


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martedì 26 agosto 2014

dove sono i nostri


Non basta trovarli. Bisogna capirli!
Clash City Workers, Dove sono i nostri.
Lavoro, classe e movimenti nell’Italia della crisi, La Casa Usher, Lucca, 2014. Pp. 202, € 10.

dino erba, 2014

venerdì 1 febbraio 2013

Ripensare Marx e i marxismi



Ripensare Marx e i marxismi
di Alfio Neri

Marcello Musto, Ripensare Marx e i marxismi. Studi e saggi, Carocci, Roma 2011, pp. 373. € 33
Il modo di leggere Marx è cambiato negli ultimi anni. Gli scritti sono (quasi) sempre quelli ma sono intervenuti due fattori nuovi che hanno cambiato molte cose.

venerdì 25 gennaio 2013

I Comitati di Difesa della Cnt a Barcellona (1933-1938)


Letture di classe
Agustín Guillamón
I Comitati di Difesa della Cnt a Barcellona (1933-1938)
Dai Quadri di difesa ai Comitati rivoluzionari di quartiere
le Pattuglie di Controllo e le Milizie Popolari,
IntroduzioneDino ErbaSpagna 36. 
Una rivoluzione impossibile? O l’impossibilità della rivoluzione?
AppendiceGilles DauvéQuando muoiono le insurrezioni.
All’Insegna del Gatto Rosso, Milano, 2013. Pp. 226.
Contributo € 15 (comprese le spese di spedizione).
Richiedere a: dinoerba@libero.it/


La sinistra comunista radicale ha giudicato che la rivoluzione spagnola del 1936 fosse impossibile. I toni possono essere diversi, ma la sostanza è la medesima. Nel complesso, tutte le tendenze che si richiamano alla sinistra comunista hanno sentenziato che la rivoluzione spagnola fosse fuori dal tempo massimo concesso dall’ondata rivoluzionaria sorta con l’Ottobre russo del 1917. Di cui, nel 1936, i processi di Mosca sancivano la fine, anche sotto il profilo formale.
Questa valutazione nasce – oltre che dal senno di poi, di cui son piene le fosse – da una concezione politicante della storia, che prescinde dalla reale dinamica dei conflitti sociali, riducendo il tutto a giochi dicamarille. D’altro canto, l’accanimento che si scatenò contro i proletari e contro la rivoluzione spagnola dovrebbe far capire che qualche cosa bolliva in pentola, e quello che bolliva non piaceva certo alla borghesia, di destra e di sinistra.
Nei fatti, i proletari spagnoli affrontarono uno scontro di classe che, solo per evidenti fattori contingenti, presentava aspetti diversi da quelli che, storicamente, i proletari avevano già affrontato. E se furono sconfitti, non fu solo per colpa dello stalinismo e del «non» intervento delle Grandi Democrazie. La rivoluzione fallì per cause intrinseche, che non sono neppure da vedere in un eccesso di quell’«anarchica spontaneità», che da alcuni fu condannata e da altri fu osannata. Di fronte a questo capzioso dilemma – e alla luce dei fatti di Spagna –, c’è invece da domandarsi dove finisce la spontaneità e dove inizia l’organizzazione; e poi, dobbiamo anche chiederci: dove finisce l’organizzazione e inizia la burocrazia?
La rivoluzione non è certo una questione di organizzazione. Anche se richiede organizzazione. E gli anarchici spagnoli entrarono nel merito della questione, facendo mille errori ma tracciando un solco netto sulla via dell’organizzazione di classe, da cui una seria ricostruzione storica non può prescindere. Sono questi gli aspetti che il libro di Agustín Guillamón mette in luce, esaminando l’attività dei Comitati di Difesa della Cnt dal luglio 1936 al maggio 1937.
La sconfitta che il popolo di Barcellona inflisse all’esercito fascista il 19 luglio 1936 è uno dei miti più radicati della storia della Rivoluzione sociale spagnola. In realtà, la «spontaneità» della risposta operaia e popolare al golpe militare fu catalizzata e coordinata dai Comitati di Difesa della Cnt, che già da due anni li stava organizzando. I Comitati di Difesa furono i nuclei dell’esercito di miliziani che sostenne il Fronte d’Aragona; essi costituirono inoltre la base dei numerosi comitati rivoluzionari di quartiere, che avrebbero provveduto alla vita quotidiana di Barcellona (cibo, casa, sanità, istruzione…), fino alla restaurazione del potere borghese della Generalitad, imposto grazie alla connivenza dei comitati superiori della Cnt e della Fai. Neppure l’insurrezione «spontanea» del maggio 1937 per fermare la controrivoluzione, fomentata dallo stalinismo, può avere una spiegazione senza la presenza dei Comitati di Difesa nei quartieri di Barcellona.
Il libro di Guillamón analizza ed evidenzia l’esistenza di differenti modi di intendere (e di vivere) la Cnt e l’essenza stessa della Rivoluzione libertaria in seno al movimento anarcosindacalista di quell’epoca. Queste differenze, già presenti nel periodo repubblicano, durante la Guerra Civile produssero numerosi scontri fra i coerenti difensori della rivoluzione nell’ambito dei comitati di base e coloro che, invece, concepivano la Cnt-Fai come un partito in più nel campo dell’antifascismo, ripetendo la solita litania che «il momento era grave ed eccezionale». Una giustificazione che, recitata come un mantra, è divenuta un articolo di fede, facendo dimenticare che MAI l’antifascismo ha vinto il fascismo. Anzi, è SEMPRE avvenuto il contrario.
Pur nei drammatici frangenti della guerra e dei contrasti politici che l’inasprirono, Guillamón riesce a mostrare la forma e la sostanza che la società libertaria avrebbe potuto assumere in una Barcellona proletaria, solida e organizzata attraverso i comitati di quartiere, protetti dai Comitati di Difesa.

dino erba

venerdì 21 dicembre 2012

una recensione su David Harvey

Una recensione di un compagno della redazione di Connessioni, al libro, 
The enigma of capital, di David Harvey


per leggere la recensione:enigmacapital

lunedì 19 novembre 2012

tantquil.net, chi siamo

Chi Siamo

 tantquil.net/

 

 

Dal 2008, siamo entrati in una crisi del capitalismo di un’ ampiezza paragonabile alla crisi del 1929. Se, una serie di fenomeni già ben presenti ( indebitamento massiccio, povertà, disoccupazione, ecc…) si stanno accelerando, la perspettiva d importanti e veloci cambiamenti nel nostro modo di vita si apre in una misura ancora difficile da stimare. Una cosa però è sicura: come lo recitavano tutt’insieme i media britanici durante le sommosse dell’estate 2011, il business deve andare avanti. Se la crisi del 1929 ha condotto alla piu grande guerra della storia, è un’ altra guerra che si trova ora al programma del rilancio : la guerra contro il proletariato. Definito a seconda della sua collocazione nel ciclo di produzione, il proletariato costituisce una categoria sociale costretta a vendere la sua forza lavoro per sopravvivere. Solo la rivoluzione può permettere al proletariato, nebulizzato e diviso sotto il capitalismo, di agire come classe. Marx diceva così: lui è rivoluzionario o non è niente. È con un attacco mondiale senza precedenti contro i proletari, che il capitalismo può uscire dalla crisi. Per fare questo, si deve ridurre drasticamente il costo del lavoro. Questo, possiamo già vederlo in Grecia, e tende a generalizzarsi agli altri paesi. L’entità delle possibilità si riduisce sempre più: è il capitalismo o noi.

giovedì 15 novembre 2012

tutti i materiali del n.2 di Connessioni



Connessioni n.2 
tutti gli articoli in pdf

-Presentazione, Redazione

-Esercito industriale di riserva e dimensione metropolitana, Redazione

-La polarizzazione delle società ovvero la de-integrazione, A.Pagliarone

- Zombi e proletariato, Redazione

-Lavoro improduttivo e composizione di classe, V. Grisi

-Cooperative, D.Erba

 -Proseguire la critica (crisi in Spagna), Etcetera

-Finanziarizzazione, Kliman e Williams

-Note al testo sulla finanziarizzazione, A.Pagliarone

-Bolle immobiliari cinesi, Redazione
cina 

lunedì 4 giugno 2012

comunicato perquisizioni viterbo


L' acuirsi della crisi che il capitale vive dal 2008 esige come risposta per la ripresa dei propri profitti una "semplice" ricetta: compressione dei salari, aumento dello sfruttamento, intensificazione dei ritmi di produzione, allungamento dell'orario lavorativo,straordinari e,allo stesso tempo, precariato e cassintregrazione, che i padroni non pagano.
Per uscire dalla crisi, al Capitale occorre avere la pace sociale, e così all'uopo interviene lo Stato con le sue infami articolazioni, magistratura e sbirraglia, per colpire -meglio se preventivamente- le avanguardie di classe, i proletari piu combattivi, tutte quelle realtà che prendono coscienza di questo orrido e barbaro presente.
E' in questa ottica che si inserisce la perquisizione avvenuta a Viterbo il 01\06\2012 nei confronti di sette fra compagni\e alla ricerca di fantomatico "materiale esplodente", ovviamente nulla veniva rinvenuto.
Noi disdegnamo di nascondere le nostre intenzioni ,la sola e unica soluzione non è uscire dalla crisi economica, bensì abbattere con ogni mezzo necessario questo determinato sistema di produzione capitalistico, produttore di illibertà, miseria e fame a livello planetario.
COMBAT-nucleo VT

martedì 22 maggio 2012

venerdì 20 aprile 2012

giovedì 29 marzo 2012

Alternativa Libertaria, aprile 2012



Alternativa libertaria, aprile 2012, giornale della Federazione dei Comunisti Anarchici
per leggere il giornale:aprile

venerdì 23 marzo 2012

giovedì 8 marzo 2012

8 marzo


8 MARZO
comunisti per l’organizzazione di classe
combat
per info: 
Quando si dice prendere in parola i comandamenti di s.madre chiesa…..
….”finchè morte non vi separi”!
Sempre piu’ spesso, qualche maschio proprietario di donne applica alla lettera l’ordine sacro: “solo la morte ci può separare, quella naturale certo,
 o, con rito abbreviato, quella violenta, per mia manu militari.
Non ci sono santi, la donna è mia e me la gestisco io,
niente e nessuno me la porterà via.
Solo Io, ed il padreterno, possiamo chiudere le storie e togliere la vita.
Questo è amore….”

lunedì 5 marzo 2012

Alternativa libertaria, febbraio 2012

Alternativa libertaria, febbraio 2012, giornale della Federazione dei Comunisti Anarchici
per leggere il giornale: febbraio12

lunedì 27 febbraio 2012