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lunedì 13 agosto 2012

Il capitalismo possiede la democrazia?


Il capitalismo possiede la democrazia?
da  Internationalist Perspective 56 - Summer 2012



Abbiamo ricevuto vari commenti sul nostro opuscolo sul movimento Occupy, molti dei quali d’accordo con noi. E 'stato bello vedere che alcuni pro-rivoluzionari che noi non conosciamo personalmente, hanno preso l'iniziativa di riprodurre e distribuire in città in cui non abbiamo una presenza. Qualcuno ci ha fatto una critica costruttiva. C'era disaccordo in particolare per quanto riguarda il nostro uso del termine democrazia nell’opuscolo. Per esempio, i compagni del peruviano CIP (collectivo Insurreccion Proletaria) ci hanno scritto:

venerdì 22 giugno 2012

La teoria della Comunizzazione e l’abolizione della forma-valore


La teoria della Comunizzazione 
e l’abolizione della forma-valore

Una teoria della forma-valore come base per la comprensione della logica del capitale, della sua traiettoria storica, e delle sue contraddizioni, è strettamente collegata con una teoria della comunizzazione. La comunizzazione è inseparabile dall'abolizione della forma-valore e del capitale come valore che si valorizza, e della sua Akkumulationszwang, la sua pulsione ad accumulare. La comunizzazione implica l'abolizione del proletariato, la classe dei salariati, il cui lavoro astratto è la fonte del valore. Il socialismo o il comunismo non sono l'auto-affermazione del proletariato o del potere dei lavoratori e la creazione di una repubblica del lavoro. Lo sviluppo della teoria della forma lavoro, basata in buona parte sulle pubblicazioni di tutti i manoscritti che Marx ha messo insieme per la sua critica all'economia politica, un'impresa che è stata completata solo negli ultimi decenni, ha anche modificato la comprensione del socialismo e del comunismo che si è avuta tra la Seconda e la Terza Internazionale, come anche nella sinistra comunista storica (sia la sinistra tedesco-olandese che quella italiana, la sinistra consigliare e la tradizione bordighista)

lunedì 21 maggio 2012

La prospettiva storica: a viso scoperto


La prospettiva storica: a viso scoperto
 Perspective Internationaliste
n.56, 2012


L'anno del 2011 si è concluso con, come sfondo, una brutale accentuazione della crisi strutturale del modo di produzione capitalistico, con il suo effetto "domino" provocato dalla globalizzazione e l'interdipendenza delle economie nazionali diverse, così come le reazioni multiple di protesta alcune delle quali nuove, come la "Primavera araba", "Los Indignados", e Occupy.
Non vi è alcun collegamento automatico tra gli effetti della crisi economica e lo sviluppo delle lotte e della coscienza di classe. Tuttavia, la situazione dell'economia globale solleva questioni in un modo molto più fondamentale circa i punti storici generali: il futuro del capitalismo, le prospettive per la sopravvivenza del pianeta e dell'umanità, le prospettive globali economiche e politiche in questo mondo dominato sempre più apertamente dalla violenza di ogni genere.

domenica 29 aprile 2012

Occupy: risultati e prospettive


Occupy: risultati e prospettive
Aprile 2012
http://internationalist-perspective.org

La fiammata globale di proteste di massa, che si accumulata nel movimento Occupy Wall Street, si stata naturalmente accompagnata da una serie di attività e di analisi da parte della sinistra. Mentre è sicuramente impossibile dare una precisa formula che può spiegare il salto di coscienza che è il fondamento essenziale per un movimento spontaneo in quanto tale, non c'è dubbio che le proteste della primavera araba, gli Indignados e Occupy segnino un momento storico stupefacente. Infatti, per il carattere spontaneo, per il respiro della sua estensione globale, e per la sua velocità temporale, è il primo di questo tipo.  

lunedì 23 aprile 2012

Proletari di tutti i paesi dall’indignazione alla rivolta


Proletari di tutti i paesi dall’indignazione alla rivolta
da Perspective Internationalist
n.56, 2012

Il periodo attuale è caratterizzato da un accentuazione del confronto tra il funzionamento economico e politico imposto dal MPC (modo di produzione capitalista) e le reazioni di protesta e di opposizione a questo  funzionamento.

sabato 7 aprile 2012

La crisi del valore

La crisi del valore
Perspective Internationaliste

per scaricare il documento: valorepi.pdf


Inutile ripetere che siamo presi nel vortice della peggiore crisi che il capitalismo abbia conosciuto fin dagli anni trenta: dirlo è diventato un mantra, anche nei mass media. Ma perché ci ritroviamo in questa merda? La linea di condotta (o d’inazione) raccomandata dipende dalla risposta data a questa domanda. Il modo specifico in cui si definisce la crisi implica di per sé una risposta. I mass media ci hanno inondato con i loro discorsi sull’avidità, la cattiva gestione e la mancanza di regolamentazione. Il modello «anglosassone», «neoliberale» dei mercati liberi e deregolati è completamente screditato, gli eroi economici della destra sono caduti dal loro piedistallo, e il buon vecchio Keynes è tornato di moda. Questo nuovo consenso favorisce una maggiore regolamentazione, un maggiore intervento statale, e la creazione di più debito da parte dello Stato per contrastare la tendenza deflazionistica che attanaglia l’economia. La discussione, che, per sua natura, è condotta dalla sinistra dello spettro politico capitalista, si concentra solo sul grado di tali interventi. Essa contrappone coloro che credono che calibrando la simbiosi tra lo Stato e il capitale privato si giungerà al migliore dei mondi possibili, e coloro che delirando, credono ancora che, statalizzando gradualmente l'economia, si farà  passare la società capitalistica al socialismo. Ma quest’ultimi condividono con i primi una visione secondo la quale la crisi è generata dall’avidità, dalla cattiva gestione e dalla deregolamentazione. Entrambe le visioni criticano il capitalismo, a vari gradi, ma la loro critica è positiva. Entrambe condividono e diffondono la convinzione che il capitalismo può essere migliorato. Circostanza che ne fà i più importanti sostenitori del capitalismo oggi.

venerdì 24 febbraio 2012

CON UNA RIPRESA COME QUESTA CHI A BISOGNO DI RECESSIONE?

Perspective Internationaliste, n.54
internationalist-perspective.org

La recessione è finita ma la crisi continua ad approfondirsi. Che l'economia globale sia in crescita, anche se a bassa intensità, non è una sorpresa, tenuto conto delle migliaia di miliardi spesi dai governi per stimolarla. Ciò non impedisce che molte di queste misure siano già in via di esaurimento e che l'impatto dell’aumento della spesa pubblica si riduca a un filo...

lunedì 6 febbraio 2012

Appello all’area pro-rivoluzionaria, Perspective Internationaliste

Appello all’area pro-rivoluzionaria 


Guardando il mondo di oggi, vediamo un urgente bisogno di rivoluzione, che contrasta con una debolezza profonda delle forze rivoluzionarie. Alcuni loro differenze sono importanti. Ma queste forze rivoluzionarie hanno anche importanti elementi in comune, posizioni rivoluzionarie internazionaliste che li separano da quelli il cui discorso non è altro che un pretesto per le la perpetuazione della forma capitalistica del valore. Abbiamo volutamente utilizzato il termine 'pro-rivoluzionaria', perché solo la storia sarà in grado di giudicare se quello che facciamo, discutiamo, pubblichiamo, come interveniamo ecc… ha un impatto rivoluzionario o no. Noi certamente vogliamo esserlo . Ma agiamo di conseguenza?

Lotta di classe: esacerbazione della prospettiva storica


Lotta di classe: 
esacerbazione della prospettiva storica
Da Perspective Internationaliste
n.54, 2010

Movimenti di classe continuano a verificarsi in tutto il mondo, riflettendo i crescenti attacchi frontali della classe capitalista alle condizioni di vita e di lavoro del proletariato. Tutti i movimenti che hanno avuto luogo di recente in Grecia, ma anche in Spagna, Francia o Germania, così come la manifestazione europea tenutasi in settembre a Bruxelles contro l'austerity, sono una reazione contro il progressivo smantellamento dei sistemi di sicurezza sociale, misure di austerity e la perdita di posti di lavoro. Questi attacchi diretti sono la conseguenza dell’aggravarsi, senza precedenti, della crisi economica globale che è scoppiata nel 2008. Dall'inizio del’approfondirsi della crisi nel 2007, si stima che i posti di lavoro persi in tutto il mondo siano più o meno 35 milioni.

domenica 5 febbraio 2012

Sulla reificazione


Sulla reificazione
da Perspective Internationaliste, n.53, 2010

Come prendere in considerazione le fluttuazioni della crisi attuale del capitalismo in funzione degli interessi di classe, sapendo che storicamente gli elementi costitutivi che permettono il funzionamento e la reazione contro lo sfruttamento non svolgono lo stesso ruolo oggi?
Cosa è che fa si che queste reazioni siano cosi timide, nonostante l'importanza della crisi, nonostante le richieste provenienti da coloro che pretendono di parlare in nome della classe?. Chiaramente le spiegazioni "classiche" della crisi non sono sufficienti a dare un senso agli eventi attuali. Allora, cosa succede? C'è l'integrazione del proletariato alla logica del capitalismo?
Dobbiamo prima capire il significato delle variazioni del capitalismo e l'impatto sul proletariato. Vari economisti come Hans-Georg Backhaus, Helmut Reichelt, Werner Bonefeld, Moishe Postone, e Anselm Jappe cercare di rispondere usando il concetto di alienazione.

giovedì 5 gennaio 2012

giovedì 29 dicembre 2011

Presentazione di Prospettiva Internazionalista

Pubblichiamo la traduzione in italiano della presentazione di Prospettiva Internazionalista, gruppo di compagni/e canadesi, statunitensi e belgi. Abbiamo già avuto modo di far conoscere su questo sito i loro materiali (sulle tematiche ambientali e quelle relative alla classe), nelle prossime settimane pubblicheremo altri materiali di questo gruppo.



http://internationalist-perspective.org/

"Prospettiva Internazionalista" è un gruppo rivoluzionario rivendicante il marxismo come teoria vivente capace di tornare alle proprie origini, di produrre la sua stessa critica e di svilupparsi in funzione dell'evoluzione sociale storica. 

sabato 10 dicembre 2011

CAPITALISMO, TECNOLOGIA, AMBIENTE

CAPITALISMO, TECNOLOGIA, AMBIENTE

traduzione da Prospettive Internationaliste





per scaricare in formato pdf: capitalismo

Il marxismo è spesso accusato di cecità in relazione agli effetti devastanti del capitalismo sull'ambiente naturale. Nella maggior parte dei casi, il marxismo è ritratto dai suoi critici e da molti dei suoi sostenitori, con una teoria che sostiene il trattamento e le relazioni che il capitalismo sviluppa con la natura, e anche come una teoria che sostiene l'estensione e la intensificazione crescente di questa distruzione. La crescita sempre maggiore della produzione e lo sviluppo di tecnologie per assicurarlo sono generalmente considerati come fine a se stessi per il marxismo. 

venerdì 2 dicembre 2011

LA CLASSE E' LIQUIDATA? Prospettive Internationaliste

Pubblichiamo questo materiale del gruppo Prospettive Internationaliste (http://internationalist-perspective.org) che riprende il dibattito avviato da questi compagni con un gruppo di compagni greci Blaumachen (http://www.blaumachen.gr/) in merito al ruolo della lotta di classe e alla classe stessa. Segnaliamo che prossimamente un gruppo di compagni italiani sta realizzando la pubblicazione di materiali di Blaumachen e altri specifici sul tema della “comunizzazione”.
Riteniamo molto interessante un simile dibattito, perché entra direttamente dentro alle attuali dinamiche sociali, ponendosi al di la delle differenze, sul terreno della critica dell’economia politica. Da parte nostra ci ripromettiamo di intervenire direttamente su una tale questione, come abbiamo provato a fare nella definizione di “nuovi rapporti sociali”, possiamo però fin da subito notare come vi sia ancora una polarizzazione tra chi vede il punto di vista dell’organizzazione del lavoro e chi l’accumulazione (il ciclo economico stesso), dal nostro punto di vista occorre capire la relazione dialettica e dinamica che intercorre tra questi due aspetti nella critica dell’economia politica.

CONNESSIONI per la lotta di classe