giovedì 31 gennaio 2013

Il cavalier Berlusca e il cavalier Benito



Il cavalier Berlusca e il cavalier Benito

… e per fortuna che Silvio c’è … con le buone cose del duce …
Ma nessuno è perfetto!

I
n tutte le buone famiglie c’è sempre un parente un po’ fuori di testa o che alza un po’ il gomito, e che, in certe occasioni, si lascia andare, dicendo verità imbarazzanti. Svelando, magari, la strana origine delle ricchezze di famiglia.
Anche in quella grande famiglia che è la borghesia italiana c’è un figliolo trasgressivo, il Berlusca. È di recente acquisizione, ma forse proprio per questo, per farsi bello, a volte dice verità un po’ scomode. Ma tacitamente condivise nei salotti buoni. Come è avvenuto domenica 27 gennaio 2013, a Milano, alla Stazione Centrale, al famigerato binario 21. Dove partivano i carri ricolmi di ebrei destinati ai campi di sterminio.
Il Berlusca giulivo ha ricordato che Mussolini, antisemitismo a parte (ci mancherebbe! Nessuno è perfetto), di cose buone ne fece.

lunedì 28 gennaio 2013

La guerra in Mali


Quali sono i veri fattori dei conflitti in Africa?
Mali ed Algeria



Sarebbe azzardato ridurre il conflitto in Mali, dopo quello della Libia, ad una semplice questione di salvaguardia degli ultimi stracci dell'impero coloniale francese, (la "Françafrique" terreno di manovre delle "spie" da Foccart a Mitterrand.) Questo conflitto si inserisce in una lunga catena di conflitti strategici: dalla Somalia al Sudan, dall'Etiopia all'Eritrea, dal Ruanda al Congo-Kinshasa, dal Ciad alla Libia.

venerdì 25 gennaio 2013

I Comitati di Difesa della Cnt a Barcellona (1933-1938)


Letture di classe
Agustín Guillamón
I Comitati di Difesa della Cnt a Barcellona (1933-1938)
Dai Quadri di difesa ai Comitati rivoluzionari di quartiere
le Pattuglie di Controllo e le Milizie Popolari,
Introduzione: Dino Erba, Spagna 36. 
Una rivoluzione impossibile? O l’impossibilità della rivoluzione?
Appendice: Gilles Dauvé, Quando muoiono le insurrezioni.
All’Insegna del Gatto Rosso, Milano, 2013. Pp. 226.
Contributo € 15 (comprese le spese di spedizione).
Richiedere a: dinoerba@libero.it/


La sinistra comunista radicale ha giudicato che la rivoluzione spagnola del 1936 fosse impossibile. I toni possono essere diversi, ma la sostanza è la medesima. Nel complesso, tutte le tendenze che si richiamano alla sinistra comunista hanno sentenziato che la rivoluzione spagnola fosse fuori dal tempo massimo concesso dall’ondata rivoluzionaria sorta con l’Ottobre russo del 1917. Di cui, nel 1936, i processi di Mosca sancivano la fine, anche sotto il profilo formale.
Questa valutazione nasce – oltre che dal senno di poi, di cui son piene le fosse – da una concezione politicante della storia, che prescinde dalla reale dinamica dei conflitti sociali, riducendo il tutto a giochi dicamarille. D’altro canto, l’accanimento che si scatenò contro i proletari e contro la rivoluzione spagnola dovrebbe far capire che qualche cosa bolliva in pentola, e quello che bolliva non piaceva certo alla borghesia, di destra e di sinistra.
Nei fatti, i proletari spagnoli affrontarono uno scontro di classe che, solo per evidenti fattori contingenti, presentava aspetti diversi da quelli che, storicamente, i proletari avevano già affrontato. E se furono sconfitti, non fu solo per colpa dello stalinismo e del «non» intervento delle Grandi Democrazie. La rivoluzione fallì per cause intrinseche, che non sono neppure da vedere in un eccesso di quell’«anarchica spontaneità», che da alcuni fu condannata e da altri fu osannata. Di fronte a questo capzioso dilemma – e alla luce dei fatti di Spagna –, c’è invece da domandarsi dove finisce la spontaneità e dove inizia l’organizzazione; e poi, dobbiamo anche chiederci: dove finisce l’organizzazione e inizia la burocrazia?
La rivoluzione non è certo una questione di organizzazione. Anche se richiede organizzazione. E gli anarchici spagnoli entrarono nel merito della questione, facendo mille errori ma tracciando un solco netto sulla via dell’organizzazione di classe, da cui una seria ricostruzione storica non può prescindere. Sono questi gli aspetti che il libro di Agustín Guillamón mette in luce, esaminando l’attività dei Comitati di Difesa della Cnt dal luglio 1936 al maggio 1937.
La sconfitta che il popolo di Barcellona inflisse all’esercito fascista il 19 luglio 1936 è uno dei miti più radicati della storia della Rivoluzione sociale spagnola. In realtà, la «spontaneità» della risposta operaia e popolare al golpe militare fu catalizzata e coordinata dai Comitati di Difesa della Cnt, che già da due anni li stava organizzando. I Comitati di Difesa furono i nuclei dell’esercito di miliziani che sostenne il Fronte d’Aragona; essi costituirono inoltre la base dei numerosi comitati rivoluzionari di quartiere, che avrebbero provveduto alla vita quotidiana di Barcellona (cibo, casa, sanità, istruzione…), fino alla restaurazione del potere borghese della Generalitad, imposto grazie alla connivenza dei comitati superiori della Cnt e della Fai. Neppure l’insurrezione «spontanea» del maggio 1937 per fermare la controrivoluzione, fomentata dallo stalinismo, può avere una spiegazione senza la presenza dei Comitati di Difesa nei quartieri di Barcellona.
Il libro di Guillamón analizza ed evidenzia l’esistenza di differenti modi di intendere (e di vivere) la Cnt e l’essenza stessa della Rivoluzione libertaria in seno al movimento anarcosindacalista di quell’epoca. Queste differenze, già presenti nel periodo repubblicano, durante la Guerra Civile produssero numerosi scontri fra i coerenti difensori della rivoluzione nell’ambito dei comitati di base e coloro che, invece, concepivano la Cnt-Fai come un partito in più nel campo dell’antifascismo, ripetendo la solita litania che «il momento era grave ed eccezionale». Una giustificazione che, recitata come un mantra, è divenuta un articolo di fede, facendo dimenticare che MAI l’antifascismo ha vinto il fascismo. Anzi, è SEMPRE avvenuto il contrario.
Pur nei drammatici frangenti della guerra e dei contrasti politici che l’inasprirono, Guillamón riesce a mostrare la forma e la sostanza che la società libertaria avrebbe potuto assumere in una Barcellona proletaria, solida e organizzata attraverso i comitati di quartiere, protetti dai Comitati di Difesa.

dino erba

domenica 20 gennaio 2013

letture di classe, Mario Acquaviva


LETTURE DI CLASSE
GIORGIO BONA, Sangue di tutti noi,
Scritturapura, Asti, 2012, pp. 164, € 15,00.
L’ASSASSINIO DI MARIO ACQUAVIVA
11 luglio 1945, a Casale Monferrato, un killer del PCI di Togliatti 
assassinò Mario Acquaviva, comunista internazionalista.

Tutti i partiti democratici del CLN stesero una pesante coltre di silenzio sull’episodio, rendendosi sodali di un sacrificio cruento che consacrava la Repubblica democratica nata dalla Resistenza.

mercoledì 2 gennaio 2013

leggende sulla Germania, Dino Erba

L’ERBA DEL VICINO È SEMPRE PIÙ VERDE …
ANCHE QUANDO BRUCIA
 
A PROPOSITO DI ALCUNI SCIOCCHE LEGGENDE SULLA GERMANIA …
PERSISTENTE FONTE (INQUINATA) DI PREGIUDIZI RAZZISTI

di Dino Erba

per leggere l'articolo:leggendegermania

venerdì 21 dicembre 2012

una recensione su David Harvey

Una recensione di un compagno della redazione di Connessioni, al libro, 
The enigma of capital, di David Harvey


per leggere la recensione:enigmacapital

giovedì 20 dicembre 2012

Interpretazioni radicali della crisi presente

il video in lingua inglese dell'iniziativa


per guardare il video: vimeo.com/53579139

considerazioni critiche dei compagni 
di Internationalist Perspective



mercoledì 19 dicembre 2012

Considerazioni generali sull'austerità



 

da Dans le monde, une classe en lutte Décembre 2012




CONSIDERAZIONI GENERALI SULL'AUSTERITÀ

I cani proletari abbaiano e/o lottano, la carovana capitalista passa

Secondo recenti commenti economici, dei nuovi segni mostrerebbero che siamo davanti ad una nuova rottura economica mondiale, similare a quella del 2009. I marchi mondiali mostrerebbero un crollo nelle vendite ed i profitti, il che sarebbe causa di una nuova ondata di licenziamenti in un futuro prossimo. La battaglia delle monete infuria tra le entità economiche mondiali, e queste riversano dei nuovi crediti e sempre più carta moneta. 

giovedì 13 dicembre 2012

mercoledì 5 dicembre 2012

sabato 1 dicembre 2012

31 tesi sulla società della miseria

31 tesi sulla società della miseria
(nuova versione)
Giuseppe Sottile, Antonio Pagliarone


per leggere l'articolo: 31Tesi.pdf