mercoledì 11 luglio 2012

giovedì 28 giugno 2012

la feccia dell'umanità, Paul Mattick


La feccia dell'umanità
Paul Mattick, 1935


Una persona poco abituata a problemi politici che assista a riunioni di lavoratori, eccettuate quelle dei disoccupati, probabilmente rimarrà sorpresa dal fatto che la maggior parte dei presenti non fa parte degli strati più poveri del proletariato. I lavoratori meglio organizzati sono infatti gli appartenenti alla cosiddetta “aristocrazia operaia”, che copre una posizione sociale che si trova fra le classi medie e il proletariato in senso stretto. Le organizzazioni sindacali di questi strati difendono gli interessi fondamentali dei propri membri, proporzionando loro vantaggi immediati, e non sono capaci di politicizzare i propri aderenti in una direzione socialista, ma d'altronde neppure ci provano. D'altra parte, il movimento operaio radicale può solo offrire ai propri aderenti soddisfazioni ideologiche, non vantaggi materiali. 

domenica 24 giugno 2012

L'autonomia operaia colpisce in India

L'autonomia operaia colpisce in India, 
opuscolo prodotto da: Mouvement communiste e Kolektive proti kapitalu
per leggere il documento:India 


venerdì 22 giugno 2012

La teoria della Comunizzazione e l’abolizione della forma-valore


La teoria della Comunizzazione 
e l’abolizione della forma-valore

Una teoria della forma-valore come base per la comprensione della logica del capitale, della sua traiettoria storica, e delle sue contraddizioni, è strettamente collegata con una teoria della comunizzazione. La comunizzazione è inseparabile dall'abolizione della forma-valore e del capitale come valore che si valorizza, e della sua Akkumulationszwang, la sua pulsione ad accumulare. La comunizzazione implica l'abolizione del proletariato, la classe dei salariati, il cui lavoro astratto è la fonte del valore. Il socialismo o il comunismo non sono l'auto-affermazione del proletariato o del potere dei lavoratori e la creazione di una repubblica del lavoro. Lo sviluppo della teoria della forma lavoro, basata in buona parte sulle pubblicazioni di tutti i manoscritti che Marx ha messo insieme per la sua critica all'economia politica, un'impresa che è stata completata solo negli ultimi decenni, ha anche modificato la comprensione del socialismo e del comunismo che si è avuta tra la Seconda e la Terza Internazionale, come anche nella sinistra comunista storica (sia la sinistra tedesco-olandese che quella italiana, la sinistra consigliare e la tradizione bordighista)

Sulla crisi in italia e in europa, spunti di riflessione


La crisi
 
le dinamiche e le passioni che agitano
 il presente… e il futuro…….

“In Italia, dove la produzione capitalistica si sviluppa prima che altrove, anche il dissolvimento dei rapporti di servitù della gleba ha luogo prima che altrove. Quivi il servo della gleba viene emancipato prima di essersi assicurato un diritto di usucapione sulla terra. Quindi la sua emancipazione lo trasforma subito in proletario eslege, che per di più trova pronti i nuovi padroni nelle città, tramandate nella maggior parte fin dall’età romana. Quando la rivoluzione del mercato mondiale dopo la fine del secolo XV distrusse la supremazia commerciale dell’Italia settentrionale, sorse un movimento in direzione opposta. Gli operai delle città furono spinti in massa nelle campagne e vi dettero un impulso mai veduto alla piccola coltura, condotta sul tipo dell’orticoltura” Karl Marx, Il Capitale

Partiamo con questa pedante citazione, perché riteniamo importante analizzare la crisi, rompendo fin da subito un tabù, che spesso aleggia nella sinistra rispetto ad un presunto ritardo nel modello di produzione capitalistico in Italia. Questo ha fatto si che ancora oggi  in Italia si analizzi la crisi considerando determinate organizzazioni sociali come retaggio del passato e non come elementi strutturali e integrati nell’economia politica presente. Pensiamo ad esempio alla valutazione dell’economia criminale (mafia, camorra, ‘ndrangheta), considerata elemento parassitario rispetto ad una economia produttiva sana, valutazione che non coglie il livello di integrazione tra questi elementi.

giovedì 21 giugno 2012

crisi e teorie della crisi, paul mattick


Crisi e teorie della crisi
Paul Mattick, 1974
per leggere il libro:crisiteoriacrisi

per chi volesse la versione pdf basta contattare la redazione di Connessioni:
connessionic@yahoo.it
connessioni@autistici.org

mercoledì 20 giugno 2012

Paul Mattick su Rubin


Paul Mattick
Recensione di H. Reichelt, “The logical structure of the capital concept” e I. I. Rubin “studies on Marx’s theory of value, giugno 1974.

Poiché la filosofia di Hegel riflette e sistematizza lo sviluppo storico della società capitalista e in parte si relaziona direttamente con l’economia classica, il capovolgimento operato da Marx della dialettica idealistica per mezzo della concezione materialistica della storia era la concretizzazione dello sviluppo  delle leggi del capitale così come era stato rilevato da Hegel. Ciò che Hegel aveva rivestito di considerazioni filosofiche e idealistiche Marx lasciò spoglio nel linguaggio dell’economia e le sue sottostanti relazioni sociali. La dialettica di Marx può ad esempio essere rinvenuta ne “Il Capitale”, poiché il capitale trasforma le relazioni sociali in una dialettica. Proprio come Marx scrisse una volta a Kugelmann, che non è necessario provare il concetto di valore, poiché l’analisi delle condizioni reali lo esibisce essa stessa, pla dialettica non richiede alcuna specifica trattazione, dato che, come Reichelt dichiara, “è impossibile presentare il metodo marxiano prescindendo dal suo oggetto”.

mercoledì 13 giugno 2012

ARAB WOBBLIES 2012 (lombardia)


riceviamo e diffondiamo questa interessante cronaca diretta della lotta che si è sviluppata a Basiano (Milano) 
pert maggiori info: sicobas.org/

ARAB WOBBLIES 2012

Basiano è un piccolo comune disperso nelle lande brianzole, non molto distante dal fiume Adda, che segna il confine tra la provincia di Milano ( ora Monza- Brianza ) e quella di Bergamo. In un tempo molto lontano, queste zone stavano a cavallo tra la repubblica veneta e la signoria milanese.
Oggi è tutto molto diverso. Chilometri e chilometri di gettate di cemento, che hanno tagliato a fette le larghe aree di una non remota civiltà contadina, fanno da sponda a paesini a loro volta cementificati con villette di ogni tipo e dimensione, alternandosi con cascinali ristrutturati e con caseggiati degli anni '60 -'70, quando la forte urbanizzazione sudista mischiò dialetti, culture, costumi, abitudini. Tempi passati. Oggi quasi tutta quella generazione, ampiamente integrata nel “freddo” nord, assieme agli “autoctoni” ivi rimasti, e ivi “arricchitisi”, vede con malcelato disprezzo queste figure di “nuova immigrazione”, sopratutto araba, che si aggira in queste lande.